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venerdì 30 maggio 2014

Appunti di Epica di Kseniya Lyulchak



Odissea
L’Odissea ha un eroe eponimo (l’eroe che dà il nome al poema come anche nell’Eneide).
L’eroe o protagonista è Odisseo (nome greco) o Ulisse (nome latino).
Odissea è il titolo del poema ma è diventato anche un nome comune; si   usa spesso per definire un viaggio che ha presentato particolari ostacoli.
In Odissea si narrano le avventure di Ulisse che dopo le sue avventurre deve tornare in patria, ma non arriva.
Il poema si divide in:
·       TELEMACHIA = costituita da primi 4° libri del poema;
·       NUCLEO TEMATICO = Odisseo narra in 1° persona le proprie vicende(5-12 libro);
·       Nòstos = (13-24 libro) è il ritorno, è il più famoso.
Algos = dolore;
nòstos + algos = nostalgia che letteralmente significa il dolore per il ritorno (in latino desiderium = nostalgia).
Odissea è un poema di grande successo. Nella tradizione letteraria la figura di Odisseo ha avuto molto successo. A lui dedica dei versi Dante. Ulisse è un eroe politropos = multiforme ( polis – molto/tanto; tropos – forma). Nelle traduzioni attuali politropos – persona versatile – persona che riesce ad adattarsi, può adottare un comportamento adeguato alle diverse situazioni e non si ferma. Ulisse sa combattere, ma non è questa la sua caratteristica principale, sa prendere in mano la situazione, è dotato di un grande ingegno che si manifesta nell’arte della parola.
Nel mondo antico è tutt’ora importante perché dalla capacità di convincimento delle parole, le persone sono in grado di ottenere ciò che vogliono, questo è vero nel bene e nel male.


LA TELA DI PENELOPE
Nella letteratura in un poema tradotto si può perdere il fascino poetico, però rimane il contenuto, il messaggio.
In questo poema si parla di Penelope. La tela può diventare l’oggetto del titolo perché la tela rappresentando completamente l’imbroglio diventa il nucleo su cui si fonda la vicenda.
In questo brano emerge molto il valore della famiglia che tutti rispettano.
Dal punto di vista dei contenuti, la Penelope è colta nella sua attività  (tessitura). Penelope non sa con certezza che Odisseo è morto e quindi questa è una realtà che lei deve accettare, lei è anche definita con l’aggettivo “saggia”. Penelope non ha delle grandi possibilità di muoversi liberamente e quindi sceglie di utilizzare le armi che ha:
1.    Gioca sul suo fascino illudendo tutti ma non promettendo niente a nessuno;
2.    Ampia la sua astuzia attraverso l’arte (la tessitura).
L’elemento narrativo è ampliato da una narrazione più articolata dai fatti perché l’episodio è narrato attraverso i particolari. Si tratta dell’opera narrativa e il gusto del narrare. Raccolti che devono essere ascoltati, narratore deve creare delle immagini che devono rappresentare la scena e devono risvegliare la fantasia dell’ascoltatore.
Far qualcosa alla luce del sole – far qualcosa agli occhi si tutti.
Il gesto di Penelope di disfare le fiaccole di notte indica la speranza che suo marito sia vivo, ma le fiaccole le disfa di notte, quindi questa speranza Penelope se la tiene per se.


Il titolo del sonetto è il primo verso, ciò vuol dire che sonetto non ha titolo. Nel sonetto i versi hanno quasi tutti la stessa lunghezza. Nella epica classica i versi hanno la stessa lunghezza metrica. Nella traduzione si cerca di mantenere i versi, ma questi non sono veri versi.




LA DOLCE NAUSICAA
Odisseo prende congegno dalla ninfa Calipso e la lascia. Ulisse viene sbattuto per mare e naufraga sull’isola Scelia e viene trovato dalla figlia del re Nausicaa che con le sue ancelle era andata a fare il bucato e nel frattempo le sue ancelle giocavano a carte e i loro giochi svegliano Ulisse. Odisseo poco lucido è stato naufragato e si chiede dov’è capitato, il primo dubbio che li viene è se si trova in una terra ospitale oppure tra gli uomini selvaggi, prepotenti, oppure se lì ci abitano solo le creature divine.
Per indicare la forza che viene dal bisogno, l’autore ricorre a una similitudine: un leone che spinto dalla necessità si muove con il coraggio, avanza sbattuto dal vento – la forza, maestà del leone supera gli ostacoli.
L’eroe ha la caratteristica della bellezza, ma Odisseo naufragato si presenta brutto e le ancelle fuggono e rimane solo Nausicaa.
Ulisse fa un discorso a Nausicaa e usa delle parole giuste. La giovinezza di Nausicaa viene rappresentata attraverso un germoglio. Germoglio che muove alla danza - un movimenti che accoglie la grazia. Il discorso si chiude secondo le regole della retorica – dopo la richiesta arriva l’augurio.
A volte nella poesia ci sono delle informazioni che nel episodio non potrebbero servire, ma in realtà sono degli elementi che servono a rappresentare l’episodio.

Appunti di epica di Lorenzo Zanet


L’Iliade è il primo poema riconducibile a Omero, narra la guerra degli Achei contro i Troiani. L’eroe di questo poema è Achille, figlio di un essere umano e di una ninfa. La vittoria per gli Achei è stata grazie, soprattutto, alla furia in battaglia di Achille, l’acheo più forte tra gli achei, il colpevole della morte del guerriero più forte dell’ esercito avversario: Ettore.

 

“Achille e Agamennone si arrabbiano” parla di un litigio tra Agamennone che vorrebbe tenersi tutte le ricchezze della guerra e Achille che vorrebbe impedirglielo.

 

“Il brutto Tersite” racconta di un atto di ribellione e di opposizione contro i potenti nato da un’ assemblea per incoraggiare i guerrieri a combattere quando un guerriero iniziò a sparlare. In questo passo la bruttezza fisica descritta da Omero di Tersite è la causa anche della bruttezza interiore dello stesso guerriero che viene poi zittito dalle parole di Ulisse.

 

“Ettore, Andromaca e Astinatte” è il “titolo” di un passo che narra il saluto, l’addio di Ettore che deve combattere contro Achille, alla sua famiglia e la tristezza che lascia alle sue spalle prima della battaglia. È un passo dove sono presenti i sentimenti di amore più profondi, dove, però, l’amore si scontra con gli obblighi di un principe e quindi con gli impegni che comportano.

 

“La morte di Patroclo”: narra la morte dell’amico più fidato di Achille, Patroclo che indossa l’armatura di Achille e si getta nella battaglia. Stordito dagli dei viene poi colpito dai Troiani e ucciso da Ettore. Negli attimi appena precedenti dalla sua morte, Patroclo predice a Ettore la sua morte per mano di Achille, per poi esalare l’ultimo respiro.

 

“La morte di Ettore”: narra la morte del più forte dei Troiani, Ettore, figlio di Priamo. Su di lui si scatena l’ira di Achille per la morte di Patroclo. Morto Ettore, Achille lo trascina legato al suo carro per poi spogliarlo dalle sue armi e dare il suo corpo agli Achei.

 

“In ginocchio da Achille”: parla di Priamo che si addentra da solo in territorio nemico per chiedere ad Achille il corpo del figlio per dargli una degna sepoltura. Priamo si inginocchia ad Achille ma non infanga la sua condizione di sovrano, non si fa umiliare da Achille. L’acheo si commuove e esaudisce le richieste del vecchio Priamo consegnandogli il corpo di Ettore.

 

L’Odissea è uno dei due più famosi poemi dell’antichità, scritto da Omero, narra le peripezie di Ulisse dopo la guerra contro Troia fino al suo ritorno in patria.

L’ Odissea si può suddividere in tre sezioni narrative :

·       La Telemachia, parla della partenza di Telemaco, figlio di Ulisse alla ricerca del padre (libri I-IV);

·       L’Odissea, dove Ulisse narra le proprie vicende (libro V-XII);

·       Il Nóstos: il viaggio di ritorno di Ulisse a Itaca e l’uccisione dei Proci (libri XIII-XXIV).

Ulisse o Odisseo è definito “multiforme” o anche “versatile” per via del suo ingegno che manifesta sia nella parola che nelle azioni.

Nelle realizzazione di un poema come l’ Iliade o l’Odissea bisogna rispettare delle precise regole compositivi che non sempre vengono mantenute, poi, in una traduzione dove, però, possiamo lo stesso captare il contenuto, ricevere il messaggio dell’autore e conservare un certo livello retorico.

 

                      

“La tela di Penelope”: racconta la situazione a Itaca durante l’assenza di Ulisse e l’inganno che mette in scena per non sposare uno dei Proci. Il telo che lei tesse ogni giorno servirà a coprire Laerte, il padre di Ulisse, quando sarà morto. Questo mette in risalto il rispetto sacro che ha penelope per i famigliari e lo stesso rispetto che hanno i Proci cosicché non interferiscono nel suo lavoro.

Nonostante Penelope, tessendo, sia “costretta” a uno stato di libertà limitata, riesce ad essere più libera utilizzando il suo fascino e la sua astuzia. Di notte disfa il lavoro del giorno così da riuscir ad ingannare per un periodo tutti i Proci.

 

“La ninfa Calipso”: questo testo parla della ninfa Calipso che innamorata perdutamente di Ulisse gli impedisce di lasciare la sua isola nonostante lui ogni notte pianga la sua terra e la sua moglie. Ulisse riesce, però, a lasciare l’isola con l’aiuto degli dei che costringono la ninfa a lasciarlo partire.

 

“La dolce Nausicaa”: Ulisse si trova naufrago nell’isola dei Feaci dove Nausicaa e le sue ancelle lavano i panni vicino alla spiaggia.

Quando si sveglia decide di andar a parlare a Nausicaa, l’unica ragazza non fuggita dalla vista del uomo grazie al coraggio infusole da Atena. Ulisse riesce sa parlarle e a convincerla a dargli dei vestiti.

Viene paragonato a un leone affamato perché come esso non è interessato all’impressione che farà ma è la necessità che lo spinge ad agire.

Appunti di Epica di Bartoli Iacopo

L'ILIADE

Nell'Iliade si raccontano i passi della distruzione di Troia. Ecco alcuni passi.
"Il brutto Tersite": gli viene affidato il compito di riaccendere gli animi dei Greci. Di lui prendiamo in considerazione la sua bruttezza, che nell'antichità indicava sia quella interiore che fisica. 
Una sua caratteristica è che non appena ne ha la possibilità, inizia a parlar male di qualcuno, è malevolo, e così comincia a degradare Agamennone e gli stessi Greci.
"Ettore,Andromaca e Astianatte": è uno dei passi più toccanti del poema. Ettore, figlio del re di Troia, sa che andando a difendere la città, sarebbe andato incontro a una morte sicura. Così si reca dalla moglie e dal figlio a cui augura un futuro prospero. La donna non vuole che il marito parta, perchè sa che lui è l'unico uomo che la può salvare dalla schiavitù.
"La morte di Patroclo": Patroclo, con il consenso di Achille, va a combattere contro i Troiani ma, identificato come l'eroe acheo, muore per volontà del dio Apollo ,che lo colpisce alle spalle, e da Ettore, del quale il giovane ne prevede il futuro.
"Morte di Ettore": Achille, infuriato dalla morte del suo amico, uccide Ettore e fa scempio del suo cadavere agli occhi dei suoi famigliari.
"In ginocchio da Achille": Priamo, padre di Ettore e re di Troia, si reca da Achille per chiedere il corpo del suo ultimo figlio, senza perdere però la sua dignità di padre e di re. Egli sta affrontando una grande vergogna, dato che supplica l'assassino di suo figlio, e così Achille si commuove lascia all'eroe Troiano un morte dignitosa.

L'ODISSEA
Questo poema è più conosciuto dell'Iliade, narra i viaggi Odisseo, o Ulisse, verso la sua patria. Odisseo è un eroe eponimo (dà il nome al poema), è politropos (multiforeme), è dotato di astuzia, ingegno e abilità di parola, con cui si può ottenere quello che si vuole (nel bene e nel male).
Il poema è diviso in tre sezioni: Telemachia (vicende di Telemaco), Odissea (i veri e prorpi viaggi di Odisseo) e il Nostos (ritorno di Ulisse a Itaca).
Ecco alcuni passi.
"La tela di Penelope": racconta l'inganno di Penelope ai Proci. La tela rappresenta l'imbroglio e così diventa il nucleo su cui si sviluppa la vicenda., deve essere usata per coprire il corpo del deceduto Laerte. I proci quindi rispettano i principi di morte e di famiglia e aspettano, fino a quando il padre di Penelope non consenta un altro matrimonio.
Lei non parla mai direttamente, svolge solo la tessitura, la quale indica una poca libertà, dovuta anche dal fatto che dipende dal volere del padre e che verrà sostituita da un futuro marito o dal figlio. Tuttavia col suo fascino riesce al illudere tutti, promettendo ma non dando niente.
Nel passo sono presenti delle immagini articolate, per esempio il disfare e il rifare la tela indica la speranza, e il disfarla sotto la luce delle fiaccole e non di giorno indica l'imbroglio.
"La ninfa Calipso": grazie al volere degli dei e alla sua abilità di parola, Odisseo riesce a lasciare la Ninfa Calispo per avviarsi verso la patria.
"La dolce Nausicaa": a causa di Poseidone, l'eroe viene colpito da una tempesta e naufraga nell'isola del re Alcinoo. Viene ritrovato spoglio e sporco dalla figlia del re, Nausicaa, la quale però non prova paura alla vista del suo aspetto. L'eroe si  chiede subito se si trova in un'isola abitata o selvaggia, cerca la civiltà per comunicare e qui si rispecchia un'altra sua caratteristica, la tentazione, tanto che viene paragonato a un leone sicuro che non si ferma davanti agli ostacoli.
Grazie alla sua abilità di parola Odisseo riesce a conquistare la fanciulla. Utilizza parole dolci ed esprime la giovinezza di Nausicaa a un germoglio quando si schiude.

appunti di epica di nicodemo giorgia

        ILIADE
L’iliade canta la distruzione di Troia da parte degli Achei.
Dell’Iliade abbiamo analizzato i seguenti brani:
-“Il brutto Tersite”, il protagonista è un soldato acheo (ben connotato).
é caratterizzato da tratti marcati di bruttezza e parla male dei re, di Achille e di Odisseo.
In questo brano si racconta di come Agamennone volle testare il livello di fedeltà dei suoi compagni dicendogli che era il momento di ritirarsi. Queste parole suscitarono la rabbia di Tersite che iniziò a insultare Agamennone (perché è un re) presentando le ragioni dei combattenti. Odisseo però capace di saper dissuadere le persone attraverso la parola, lo mette a tacere e gli disse che non avrebbe dovuto insultare mai più il loro re;
-“Ettore, Andromaca e Astianatte”, riporta l’ultimo incontro tra l’eroe troiano, la moglie e il figlio, in uno dei poemi più toccanti di tutta l’iliade.
Andromaca non ha più madre e padre e fratelli, perché sono stati tutti uccisi da Achille; e Ettore e Astianatte sono le uniche persone che gli rimangono. Per questo prega il marito di non andare in guerra, perché sa che morirà e che lei rimarrà vedova e verrà fatta schiava. Ettore consapevole di ciò, però, non si esime dall’affrontare il proprio destino.
-“La morte di Patroclo”, narra la morte del migliore amico di Achille per mano del dio Apollo che lo colpirà alle spalle, di Euforbo e infine per mano di Ettore. In punto di morte Patroclo preannuncerà la morte di Ettore per mano di Achille.
-“La morte di Ettore”, racconta l’uccisione di Ettore da parte di Achille.
Il principe troiano, sapendo che per lui è finita, implora Achille di restituire il suo corpo alla famiglia, ma Achille si rifiuta insultandolo e dopo averlo ucciso farà scempio del suo cadavere.
-“In ginocchio da Achille”, riporta come Priamo implora Achille per la restituzione del corpo del figlio Ettore.
Achille commosso dal discorso del vecchio Priamo gli restituisce il corpo accettando il ricco compenso portatogli in scambio.

L’ODISSEA
Racconta le avventure di Ulisse, dopo aver partecipato alla conquista della città di Troia, durante il suo ritorno a casa.
Il poema si suddivide in tre sezioni:
·        Telemachia: dove si narrano le vicende di Telemaco che diventato un giovane uomo parte alla ricerca del padre;
·        Odissea: dove Ulisse racconta le vicende e le peripezie da Troia fino al territorio del re Alcino;
·         Nostos: è la parte tipica e caratterizzante del racconto e narra il dolore per il ritorno a casa (nostalgia=nostos: viaggio e algos: dolore).
Anche di questo poema abbiamo analizzato alcuni racconti:
-“La tela di Penelope”, dove Penelope per sfuggire al matrimonio con uno dei Proci dirà che il padre di Odisseo è in punto di morte e che lei deve finire di occuparsi di lui e tessere la tela che ricoprirà il suo corpo. Però ingannerà i Proci tessendo di giorno e scucendo di notte. L’imbroglio funzionerà fino a quando una donna non lo svelerà ai Proci.

-“La dolce Nausicaa”, narra l’incontro di Odisseo con Nausicaa.

Appunti di epica di Mario Salandra (dalle origini all'Odissea)

APPUNTI DI EPICA 

Origini
L’ epica e l’origine della letteratura. Nell’epica ci sono i miti.
Mito (dal greco mitos = racconto, narrazione): è costituito da storie sacre, perché l’uomo aveva bisogno risposte a strani fenomeni (temporali, la pioggia, il fuoco…), quindi credenze di forze sovrannaturali.
Esistono i miti:
-cosmologici  (raccontano la creazione del mondo);
-antropogonici (nascita dell’uomo);
-teogonici (racconto di divinità, origine e discendenza);
-eziologici (origine delle attività umane: caccia, pesca, agricoltura…).

Protasi = il poeta inizia scrivendo le emozioni di un momento decisivo, riassumendone il contenuto.
Proemio = il testo inizia con l’invocazione di una Musa, affinché aiuti l’autore nel suo sforzo compositivo.
Poema = deriva dal greco Poiren . è una lunga narrazione in versi. Si usano questi per una migliore memorizzazione. I protagonisti sono gli eroi, che sono esseri straordinari, nati dall’unione di un essere umano e una divinità. Hanno caratteristiche particolari: sono Kalos kai Agazòs  (bello e buono), perché gli eroi sono figli delle divinità (bellezza) e rispettano la volontà divina (buono).
Secondo Omero, Ulisse è l’uomo multiforme e ingegnoso.
Espressioni formulari: frasi che contengono formule fisse, che ritornano durante il racconto o che si ritrovano in diversi racconti.
Metonimia = scambio. Si prende l’effetto al posto della causa.

L’Odissea
Odisseo è il nome Eponimo, ovvero che dal il nome al poema.
Odissea al giorno d’oggi, e diventato anche un nome comune, per dire che un viaggio/un’avventura è stato/a turbolenta.
Nell’Odissea si narra le avventure di Ulisse che, dopo la guerra di Troia, non riesce a tornare a casa e compie un viaggio straordinario per terra e mare.
È suddivisa in 24 libri, che a sua volta si possono dividere in 3 sezioni;
-Telemachìa (le avventure del figlio dell’eroe Telemaco, partito da Itaca alla ricerca del padre);
-Odissea vera e propria (narra in prima persona le vicende del viaggio);
-Nostòs (il ritorno in patria).

ANALISI DEL TESTO A PAG. 86: La tela di Penelope

-La tela rappresenta l’inganno concreto che Penelope fa ai proci;
-Il ruolo della famiglia era molto importante nell’antichità;
-Penelope è astuta, “gioca” con i proci, illudendo tutti ma non promettendo niente;
-Il disfare la tela indica il desiderio di speranza nascosto in Penelope.

ANALISI TESTO PAG. 92: La dolce Nausicaa

-L’autore ricorre a una similitudine per descrivere lo stato di Ulisse (riga 130).
Ha delle necessità che pur essendo in difficoltà, riesce senza ti more ad ottenere;
-Odisseo a Nausicaa fa un discorso dolce e attento: è questa l’astuzia benevola di Ulisse.


appunti epica di ilaria bernardis

APPUNTI DI EPICA

ILIADE
Canta la distruzione di Troia da parte degli Achei.
Di questo poema abbiamo trattato alcuni dei suoi racconti:
-“Il brutto Tersite”, il protagonista è un soldato acheo connotato molto bene e antipatico a tutti, infatti e caratterizzato da tratti marcati di bruttezza e spesso parla male dei re, di Achille e di Odisseo.
In questo racconto si narra di come Agamennone volle testare il livello di fedeltà dei suoi compagni dicendogli che era il momento di ritirarsi. Tutti accolsero con sollievo queste parole, però Tersite iniziò a insultare Agamennone prendendosela con i re e presentando le ragioni dei combattenti, anche se poi apostroferà quest’ultimi come poltroni e femminucce. Odisseo però lo mette a tacere grazie alla sua bravura nell’arte della parola e dicendogli che mai più avrebbe dovuto insultare il loro re.
-“Ettore, Andromaca e Astianatte”, racconta l’ultimo incontro tra l’eroe troiano, la moglie e il figlioletto attraverso uno dei racconti più toccanti del poema.
Andromaca non ha più parenti, non ha madre e padre, i suoi fratelli sono stati tutti uccisi da Achille,  Ettore e Astianatte sono le uniche persone che gli rimangono. Per questo pregherà il marito di non andare in guerra, perché sa che sa che morirà e che lei rimarrà sola e verrà fatta schiava. Ettore è consapevole di tutto ciò che Andromaca gli dice, però il suo dovere di principe è andare in guerra, tutto questo non lo esime dal dover combattere.
-“La morte di Patroclo”, narra la morte della persona più cara ad Achille per mano del dio Apollo che lo colpirà alle spalle, di Euforbo, un eroe troiano, e infine per mano di Ettore. In punto di morte Patroclo predirà la morte di Ettore per mano di Achille.
-“La morte di Ettore”, narra l’uccisione di Ettore da parte di Achille.
Il principe troiano, sapendo che per lui è giunta la fine, implora Achille di restituire il suo corpo alla famiglia, ma Achille si rifiuta insultandolo e dopo averlo ucciso farà scempio del suo cadavere davanti agli occhi di tutti i troiani.
-“In ginocchio da Achille”, racconta come Priamo re di Troia va a chiedere da Achille la restituzione del corpo di Ettore.
Priamo supplicherà Achille di restituirgli il corpo del figlio per dargli una degna sepoltura, facendogli un discorso ricco di sentimenti (pathos) e orgoglio per la sua posizione di re. Achille toccato dal discorso di Priamo gli restituisce il corpo di Ettore accettando il ricco compenso portatogli dal re troiano.

L’ODISSEA
Narra le avventure di Odisseo (Ulisse) durante il suo ritorno a casa.
Il poema si suddivide in tre parti:
·        Telemachia, che racchiude i primi 4 libri e dove si narrano le vicende di Telemaco, il figlio di Odisseo, che è diventato un giovane uomo e parte alla ricerca del padre;
·        Odissea, che va dal 5 al 12 libro e dove Odisseo racconta in prima persona le vicende che gli accadono mente è ospite del re Alcinoo;
·        Nostos (=ritorno, che unito con aldos,cioè algia, si ottiene nostalgia), che va dal 13 al 24 libro e racconta il ritorno a casa di Odisseo.
Anche di questo poema abbiamo trattato alcuni racconti:
-“La tela di Penelope”, dove l’imbroglio di Penelope viene scoperto.
Penelope per sfuggire al matrimonio con uno dei Proci dirà che il padre di Odisseo è in punto di morte e che lei deve finire di occuparsi di lui e tessere la tela che ricoprirà il suo corpo. Però ingannerà i Proci tessendo di giorno e scucendo di notte. L’imbroglio funzionerà fino a quando una donna non lo svelerà ai Proci.
-“La dolce Nausicaa”, narra l’incontro di Odisseo con Nausicaa.
Odisseo ha appena lasciato la ninfa Calipso ed è naufragato sull’isola di Scheia dove regna il re Alcinoo e viene svegliato dalle urla di Nausicaa e delle sue ancelle che stanno giocando a palla, allora spinto dalla sua forte curiosità e dal sua coraggio va a vedere chi c’è. Le ancelle spaventate dal sua aspetto scappano via, solo Nausicaa rimane aiutata dalla dea Atena.

Odisseo le fa un discorso dolce e accorto (=attento) paragonandola ad Artemide (dea famosa per la sua purezza e bellezza) e ad un germoglio che muove alla danza, riuscendo così a farsi curare e ospitare sull’isola dei Feaci. 
APPUNTI DI EPICA

ILIADE
Canta la distruzione di Troia da parte degli Achei.
Di questo poema abbiamo trattato alcuni dei suoi racconti:
-“Il brutto Tersite”, il protagonista è un soldato acheo connotato molto bene e antipatico a tutti, infatti e caratterizzato da tratti marcati di bruttezza e spesso parla male dei re, di Achille e di Odisseo.
In questo racconto si narra di come Agamennone volle testare il livello di fedeltà dei suoi compagni dicendogli che era il momento di ritirarsi. Tutti accolsero con sollievo queste parole, però Tersite iniziò a insultare Agamennone prendendosela con i re e presentando le ragioni dei combattenti, anche se poi apostroferà quest’ultimi come poltroni e femminucce. Odisseo però lo mette a tacere grazie alla sua bravura nell’arte della parola e dicendogli che mai più avrebbe dovuto insultare il loro re.
-“Ettore, Andromaca e Astianatte”, racconta l’ultimo incontro tra l’eroe troiano, la moglie e il figlioletto attraverso uno dei racconti più toccanti del poema.
Andromaca non ha più parenti, non ha madre e padre, i suoi fratelli sono stati tutti uccisi da Achille,  Ettore e Astianatte sono le uniche persone che gli rimangono. Per questo pregherà il marito di non andare in guerra, perché sa che sa che morirà e che lei rimarrà sola e verrà fatta schiava. Ettore è consapevole di tutto ciò che Andromaca gli dice, però il suo dovere di principe è andare in guerra, tutto questo non lo esime dal dover combattere.
-“La morte di Patroclo”, narra la morte della persona più cara ad Achille per mano del dio Apollo che lo colpirà alle spalle, di Euforbo, un eroe troiano, e infine per mano di Ettore. In punto di morte Patroclo predirà la morte di Ettore per mano di Achille.
-“La morte di Ettore”, narra l’uccisione di Ettore da parte di Achille.
Il principe troiano, sapendo che per lui è giunta la fine, implora Achille di restituire il suo corpo alla famiglia, ma Achille si rifiuta insultandolo e dopo averlo ucciso farà scempio del suo cadavere davanti agli occhi di tutti i troiani.
-“In ginocchio da Achille”, racconta come Priamo re di Troia va a chiedere da Achille la restituzione del corpo di Ettore.
Priamo supplicherà Achille di restituirgli il corpo del figlio per dargli una degna sepoltura, facendogli un discorso ricco di sentimenti (pathos) e orgoglio per la sua posizione di re. Achille toccato dal discorso di Priamo gli restituisce il corpo di Ettore accettando il ricco compenso portatogli dal re troiano.

L’ODISSEA
Narra le avventure di Odisseo (Ulisse) durante il suo ritorno a casa.
Il poema si suddivide in tre parti:
·        Telemachia, che racchiude i primi 4 libri e dove si narrano le vicende di Telemaco, il figlio di Odisseo, che è diventato un giovane uomo e parte alla ricerca del padre;
·        Odissea, che va dal 5 al 12 libro e dove Odisseo racconta in prima persona le vicende che gli accadono mente è ospite del re Alcinoo;
·        Nostos (=ritorno, che unito con aldos,cioè algia, si ottiene nostalgia), che va dal 13 al 24 libro e racconta il ritorno a casa di Odisseo.
Anche di questo poema abbiamo trattato alcuni racconti:
-“La tela di Penelope”, dove l’imbroglio di Penelope viene scoperto.
Penelope per sfuggire al matrimonio con uno dei Proci dirà che il padre di Odisseo è in punto di morte e che lei deve finire di occuparsi di lui e tessere la tela che ricoprirà il suo corpo. Però ingannerà i Proci tessendo di giorno e scucendo di notte. L’imbroglio funzionerà fino a quando una donna non lo svelerà ai Proci.
-“La dolce Nausicaa”, narra l’incontro di Odisseo con Nausicaa.
Odisseo ha appena lasciato la ninfa Calipso ed è naufragato sull’isola di Scheia dove regna il re Alcinoo e viene svegliato dalle urla di Nausicaa e delle sue ancelle che stanno giocando a palla, allora spinto dalla sua forte curiosità e dal sua coraggio va a vedere chi c’è. Le ancelle spaventate dal sua aspetto scappano via, solo Nausicaa rimane aiutata dalla dea Atena.

Odisseo le fa un discorso dolce e accorto (=attento) paragonandola ad Artemide (dea famosa per la sua purezza e bellezza) e ad un germoglio che muove alla danza, riuscendo così a farsi curare e ospitare sull’isola dei Feaci.